Il prevacanza, quei giorni di dicembre o di giugno quando non hai più niente da fare, niente che non possa essere rimandato a dopo; e vai a scuola con indolenza, per abitudine, tanto le interrogazioni sono finite e al massimo può capitarti la festa di Natale o la guerra coi gavettoni; e sta per scattare il momento che sogni da mesi, quei giorni di libertà piena e incontrollata, di possibilità illimitate, di futuro purissimo; e però in un angolo della tua mente sai già che il futuro non sarà così puro, le possibilità non così illimitate; che avrai a che fare con parenti pallosi, regali mediocri, tempo cattivo, amici crudeli, ragazze impossibili; e soprattutto che le vacanze finiranno troppo presto, e toccherà mettersi sul serio a lavorare, a studiare, a capire cosa fare nella vita; ma anche questi pensieri fai presto a rimandarli perché in fondo, tecnicamente, non sei ancora in vacanza, e quindi hai il diritto, e in un certo senso persino il dovere, di non fare nient’altro che aspettare.
C’è gente capace di vivere tutta la vita così.
C’è gente capace di vivere tutta la vita così.
